Mentre il dibattito pubblico in Europa lascia talvolta trasparire una volontà di "pausa regolamentare" o un sentimento di arretramento di fronte alle costrizioni ambientali, una realtà ben diversa si delinea a livello internazionale.
L'Unione europea ha avviato un movimento che i suoi principali partner commerciali stanno ora adottando con una vigore inedita.
Dalla Cina alla California, passando per le potenze emergenti del Sud-Est asiatico (Malesia, Thailandia, Filippine) e le economie dinamiche dell'America Latina o dell'Africa (Brasile, Nigeria), il reporting climatico non è più un'opzione, ma una esigenza di mercato. Queste giurisdizioni, pilastri delle catene di valore delle imprese francesi, dispiegano quadri di trasparenza sempre più rigorosi, spesso allineati agli standard mondiali dell'ISSB.
Ecco una panoramica delle principali normative sul reporting carbonico attuate nel mondo o in procinto di esserlo.
1. I giganti
- 🇨🇳 La Cina
Questa è la svolta di quest'inizio d'anno 2026. Pechino ha appena pubblicato la sua prima norma, allineata all'IFRS S2 dell'ISSB.
Vi si ritrovano i quattro pilastri fondamentali che le imprese devono ora documentare:
- Governo: Come le istanze dirigenti sorvegliano i rischi e le opportunità climatiche.
- Strategia: L'impatto reale e potenziale del cambiamento climatico sul modello economico e la pianificazione finanziaria dell'impresa.
- Gestione dei rischi: I processi utilizzati per identificare e valutare i rischi legati al clima.
- Indicatori e obiettivi: Le misure quantitative (emissioni di gas a effetto serra) e le mete fissate dall'impresa.
Ma la Cina ha deciso anche di avvicinarsi all'approccio europeo di reporting di sostenibilità con la doppia materialità:
- Come il clima influisce sul loro valore finanziario (materialità finanziaria).
- Come le loro attività impattano l'ambiente e la società (materialità d'impatto).
Il ministero delle Finanze cinese ha annunciato che questo reporting di sostenibilità si farà sulla base del volontariato per le imprese in un primo tempo ma che diventerà obbligatorio progressivamente, dalle grandi società quotate fino alle PMI.
D'altra parte, guide di applicazione settoriali (elettricità, acciaio, carbone...) saranno pubblicate anche progressivamente.
- 🇺🇸 La California
Il SB 253 entra in vigore. Le grandi aziende americane che operano in California devono pubblicare le loro emissioni.
La legge SB 253 (Climate Corporate Data Accountability Act), adottata dalla California in ottobre 2023, va ben oltre i progetti della SEC (il gendarme borsistico americano) imponendo una trasparenza totale sulle emissioni di gas a effetto serra.
Ecco i punti chiave da conoscere in questo inizio d'anno 2026.
Chi è coinvolto?
La legge non si applica solo alle imprese californiane. Visa ogni entità che:
- Fa affari in California
- Genera un fatturato annuale mondiale superiore a 1 miliardo di dollari.
Cosa bisogna dichiarare
Le imprese devono pubblicare annualmente le loro emissioni di gas a effetto serra, seguendo il GHG Protocol.
Il calendario di attuazione (Aggiornato 2026)
- 2026: Prima scadenza di reporting per gli Scopi 1 e 2 (basata sui dati dell'esercizio 2025).
- 2027: Inizio dell'obbligo di reporting per lo Scope 3 (sui dati dell'esercizio 2026).
- 2026-2030: Aumento della verifica. Già nel 2026, un'assicurazione "limitata" da parte di un terzo è richiesta per gli Scopi 1 e 2, passando a un'assicurazione "ragionevole" (più rigorosa) nel 2030.
Sanzioni
Il mancato rispetto della legge può comportare multe fino a 500 000 $ all'anno. Tuttavia, il regolatore (CARB) ha precisato che nel 2026 avrebbe fatto prova di clemenza nei confronti delle imprese che dimostrano uno sforzo di "buona fede" per conformarsi, riconoscendo la difficoltà tecnica di raccogliere questi dati.
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2. L'Asia-Pacifico
Questa è la zona in cui la regolamentazione sta progredendo più velocemente, allineata agli standard internazionali (ISSB):
- La Nuova Zelanda 🇳🇿 dal 2023
Le norme climatiche di Aotearoa New Zealand (battizzate NZ CS 1, 2 e 3) sono emesse dall'External Reporting Board (XRB). Si basano sui quattro pilastri classici della TCFD (Governance, Strategia, Gestione dei rischi, Indicatori).
- La Malesia 🇲🇾
La Malesia ha compiuto un passo importante alla fine del 2024 con il lancio del National Sustainability Reporting Framework (NSRF). Questo quadro mira ad armonizzare la rendicontazione ESG del paese con gli standard internazionali dell'ISSB.
La rendicontazione è iniziata l'anno scorso per le più grandi aziende quotate e il dispiegamento continua quest'anno e nel 2027 per le altre aziende quotate e le grandi aziende non quotate.
- L'Australia 🇦🇺
La rendicontazione australiana si basa sugli Australian Sustainability Reporting Standards (ASRS), sviluppati dall'AASB. Questi standard sono strettamente allineati agli standard mondiali dell'ISSB:
- AASB S1: Requisiti generali (attualmente volontari, tranne per gli aspetti legati al clima).
- AASB S2: Disposizioni specifiche per il clima (obbligatorie). Essa impone di dettagliare la governance, la strategia, la gestione dei rischi nonché le misure e gli obiettivi climatici.
Il dispiegamento è in corso dal 2025.
- Singapore 🇸🇬
A Singapore, l'ACRA (Accounting and Corporate Regulatory Authority) e il regolatore della borsa (SGX RegCo) guidano il quadro nazionale di rendicontazione climatica.
Il suo dispiegamento è iniziato l'anno scorso con l'obbligo per le più grandi aziende quotate di pubblicare le loro emissioni di gas serra dei scope 1, 2 e 3.
Per le altre aziende, la pubblicazione delle emissioni dello scope 3 rimane volontaria per il momento.
- Taiwan 🇹🇼
Sotto l'impulso della FSC (Financial Supervisory Commission), Taiwan ha adottato una roadmap rigorosa per allineare le sue aziende quotate agli standard internazionali dell'ISSB.
I primi rapporti sono attesi nel 2027 sui dati dell'esercizio 2026 e riguardano le più grandi aziende quotate.
- Thailandia 🇹🇭
In Thailandia, la SEC (Securities and Exchange Commission) ha finalizzato a fine novembre 2025 la sua roadmap per la rendicontazione climatica obbligatoria, integrando gli standard internazionali dell'ISSB.
In un primo tempo, le aziende sono tenute ad applicare la norma generale (IFRS S1) solo nella misura in cui riguarda le informazioni climatiche. La norma specifica per il clima (IFRS S2) deve, invece, essere applicata integralmente. Le aziende dispongono di due anni aggiuntivi per pubblicare le loro emissioni del Scope 3.
- Filippine 🇵🇭
Il passaggio alla rendicontazione climatica obbligatoria è guidato dalla Securities and Exchange Commission (SEC) delle Filippine, che ha ufficialmente adottato gli Philippine Financial Reporting Standards (PFRS) S1 e S2. Questi standard sono le trascrizioni locali esatte degli standard mondiali dell'ISSB.
- Hong Kong 🇭🇰
Le autorità hanno pubblicato gli Hong Kong sustainability disclosure standards.
Dal 1° gennaio 2025, tutte le aziende quotate sul Main Board devono seguire le nuove esigenze di rendicontazione climatica basate sull'ISSB.
2026 è l'anno della prima pubblicazione per gli emittenti maggiori.
3. I mercati emergenti
🇧🇷 Brasile
Il Brasile è stato uno dei primi al mondo ad annunciare ufficialmente l'adozione degli standard ISSB.
L'obbligo rigoroso per le società quotate inizierà per gli esercizi finanziari a partire dal 1° gennaio 2026 (primi rapporti pubblicati nel 2027).
🇲🇽 Messico
Il Messico ha pubblicato a gennaio 2025 le norme nazionali di sostenibilità (NIS) allineate all'ISSB.
🇷🇼 Ruanda & 🇹🇿 Tanzania
- Ruanda: attraverso la Banca Nazionale del Ruanda (BNR), il paese ha imposto direttive di reporting climatico al settore finanziario.
- Tanzania: la borsa di Dar es Salaam (DSE) ha già pubblicato direttive ESG per i suoi membri, mettendo l'accento sull'industria estrattiva e il turismo, due settori vulnerabili al cambiamento climatico.
🇳🇬 Nigeria, 🇰🇪 Kenya & 🇬🇭 Ghana (orizzonte 2027-2028)
- Nigeria: il paese sta attualmente lavorando su un piano di implementazione graduale che includerà inizialmente il settore bancario e petrolifero.
- Kenya: la Banca Centrale del Kenya (CBK) impone già rapporti climatici alle banche. L'estensione alle aziende quotate è prevista per allinearsi agli standard globali entro il 2027.
- Ghana: il paese sta preparando il suo quadro normativo per rafforzare la trasparenza del suo settore minerario (oro) e agricolo (cacao), essenziali per le sue esportazioni verso l'UE.
4. L'Europa
Regno Unito 🇬🇧
Il Regno Unito ha già il SECR (Streamlined Energy and Carbon Reporting) come quadro normativo di reporting energetico e carbonico, e ciò dal 1° aprile 2019. Esso mira ad aumentare la trasparenza sui costi energetici e sulle emissioni di gas serra (GES) delle aziende per informare gli investitori e le parti interessate.
Sono interessate le grandi aziende (quotate e non quotate) che devono pubblicare le loro emissioni di gas serra dei Scope 1 e 2 o le loro emissioni legate all'energia nel Regno Unito.
Inoltre, il Regno Unito deve pubblicare all'inizio di quest'anno la versione finale del suo nuovo progetto di reporting di sostenibilità che si baserà, anch'esso, sugli standard dell'ISSB.
L'Unione europea 🇪🇺
La direttiva CSRD è nella sua fase concreta per le più grandi aziende.
Per saperne di più:
- Cos'è la CSRD?
- Dove siamo con la semplificazione della CSRD e della CS3D?
- Gli ESRS e la loro semplificazione
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